Vai menu di sezione

Edizione 2018

Cento anni sono passati dal momento in cui, a conclusione di uno dei momenti
più sanguinosi e drammatici della storia, si è urlato “È finita!”.
Ma la fine della guerra, di ogni guerra, significa, di per sé, pace?
Sicuramente no per quanto riguarda la Prima guerra mondiale: nel breve volgere
di due decenni, conflitti sociali e politici irrisolti e condizioni di pace durissime
hanno fatto precipitare l’Europa e il mondo in orrori più grandi, inimmaginabili al tempo
della Grande Guerra, che non li ha scongiurati ma annunciati e, per certi aspetti, preparati.
Questo mese dedicato a Tutti i colori della pace desidera porre in essere un dialogo,
in una linea di continuità e rimandi tra guerre passate e guerre di oggi,
che promuova una riflessione sul nostro presente, che spinga ognuno di noi
ad un interrogarsi sul “dopo”: dopo conflitti che hanno segnato intere generazioni
cosa ne è stato e ne è delle speranze e delle aspettative di pace?
Cosa possiamo fare, oggi, per riannodare i fili?
Come contribuire a curare le ferite profonde all’interiorità individuale
e al tessuto della vita comunitaria che ogni guerra ha inferto e continua ad infliggere?
Un dialogo che vede attivamente coinvolti i nostri giovani, e questo è certo il segnale
che ci fa ben sperare in un ‘dopo’ migliore: che onori promesse e speranze,
senza più vincitori né vinti.

Pubblicato il: Venerdì, 30 Agosto 2019

Valuta questo sito

torna all'inizio